vaccino antiallergico

Vaccino antiallergico

<Il termine “vaccino antiallergico” è sinonimo di immunoterapia allergene-specifica (ITA).  Non si tratta di un vaccino profilattico contro le infezioni, ma di un trattamento terapeutico  che desensibilizza il sistema immunitario verso specifici allergeni. Il nome “vaccino” deriva  dal fatto che viene somministrato in dosi crescenti per indurre una risposta immunitaria  protettiva, analogamente ai vaccini infettivologici. I vaccini antiallergici sono prodotti a 

partire da estratti allergenici naturali o ricombinanti, purificati e standardizzati in unità di  attività biologica (es. UA, IR, SQ). Sono disponibili per via sublinguale (compresse o gocce)  e per via sottocutanea (iniezioni). Le indicazioni principali sono la rinite allergica e la  congiuntivite allergica da pollini (graminacee, betulla, ambrosia), acari della polvere, e peli  di gatto. In alcuni paesi, anche per il veleno di imenotteri. Il vaccino non è indicato per la  rinite non allergica, né per allergie alimentari (salvo studi sperimentali). La durata del  trattamento è di 3 anni, con un ciclo di mantenimento. L’efficacia è massima per i pollini  (riduzione dei sintomi del 50-70%) e per gli acari. Il meccanismo d’azione prevede la  modulazione della risposta Th2 verso Th1, l’aumento delle IgG4 bloccanti e dei linfociti T  regolatori. Il vaccino sublinguale ha un profilo di sicurezza eccellente, con rarissime  reazioni sistemiche gravi; può essere somministrato a domicilio dopo la prima dose in  ambiente medico. Il vaccino sottocutaneo richiede iniezioni in ambulatorio con  osservazione per 30 minuti. Gli effetti collaterali più comuni sono locali (gonfiore, prurito,  arrossamento). Controindicazioni assolute: asma grave non controllato, malattie  autoimmuni attive, immunodeficienze, neoplasie, terapia con beta-bloccanti, ipersensibilità  a uno dei componenti. In gravidanza, non iniziare; se già in corso, si può continuare con  cautela. Il vaccino antiallergico è l’unico trattamento in grado di modificare la storia  naturale della malattia, riducendo il rischio di nuove sensibilizzazioni e di asma. Richiede  un’elevata aderenza del paziente. CELMAST può essere associato al vaccino per migliorare  il controllo sintomatico nelle prime fasi, quando l’efficacia non è ancora piena. Negli studi,  l’associazione di PEA (palmitoiletanolamide) con l’immunoterapia ha mostrato effetti  sinergici. Il costo del vaccino è spesso a carico del sistema sanitario per le allergie gravi, ma  varia a seconda dei paesi. In Italia, i vaccini sublinguali per graminacee e acari sono  rimborsabili dal SSN per le forme moderate-gravi. È fondamentale che la prescrizione sia  fatta da un allergologo o otorinolaringoiatra esperto, dopo una diagnosi accurata con  prick test e/o IgE specifiche. >


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