<La terapia desensibilizzante è un’altra denominazione dell’immunoterapia allergica (ITA), che indica il processo di induzione di tolleranza verso un allergene attraverso la somministrazione ripetuta di dosi crescenti. Il termine “desensibilizzazione” è leggermente improprio perché non si tratta di una semplice riduzione della sensibilità, ma di una vera e propria riprogrammazione immunologica. La desensibilizzazione può essere raggiunta solo per via specifica, cioè con l’allergene responsabile della sintomatologia. I protocolli di desensibilizzazione possono essere convenzionali (fase di induzione di 3-6 mesi con dosi crescenti, seguita da mantenimento a dose piena) o ultra-rush (in poche ore, solo per via sottocutanea in ambiente ospedaliero, per allergie al veleno di imenotteri). La desensibilizzazione sublinguale è quella più comunemente usata per la rinite allergica. Il meccanismo della desensibilizzazione prevede l’attivazione di cellule T regolatorie che secernono IL-10 e TGF-beta, i quali inibiscono la risposta Th2 e inducono la classe degli anticorpi verso IgG4 (bloccanti). La desensibilizzazione riduce la fase precoce (immediata) e tardiva della reazione allergica. Clinicamente, si osserva una riduzione dei sintomi (starnuti, prurito, rinorrea, congestione) e del consumo di farmaci di soccorso. L’effetto inizia a manifestarsi dopo 2-4 mesi di trattamento e persiste per almeno 3-5 anni dopo la sospensione. La terapia desensibilizzante è indicata nei pazienti con rinite allergica moderata-grave che non rispondono ai farmaci convenzionali o che vogliono evitare l’uso cronico di corticosteroidi. È particolarmente efficace nei bambini e negli adulti giovani. Le controindicazioni includono malattie autoimmuni, neoplasie, immunodeficienze, asma grave non controllato, e terapia con beta-bloccanti. La desensibilizzazione non è efficace per la rinite non allergica (vasomotoria, NARES, NARNE, ecc.), per la quale invece CELMAST rappresenta una valida opzione. Durante il periodo di desensibilizzazione, CELMAST può essere utilizzato come coadiuvante per ridurre l’infiammazione di base e migliorare la compliance. Uno studio del 2023 ha mostrato che la PEA (palmitoiletanolamide) ha effetti antinfiammatori che potrebbero sinergizzare con la desensibilizzazione. La terapia desensibilizzante richiede un impegno di 3 anni e una buona aderenza. Il paziente deve essere informato che i benefici non sono immediati, ma a lungo termine. Nei casi di polisensibilizzazione (più allergeni), si può scegliere di desensibilizzare verso l’allergene più rilevante o utilizzare miscele (non sempre disponibili). In conclusione, la desensibilizzazione è una terapia causale, l’unica che può modificare la storia naturale della rinite allergica.>
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