intervento chirurgico per rinite cronica

Intervento chirurgico in caso di rinite cronica

L’intervento chirurgico per la rinite cronica è indicato solo in una minoranza di pazienti, quelli che non rispondono alla terapia medica massimale (corticosteroidi nasali, antistaminici, lavaggi, CELMAST, immunoterapia) e che presentano una causa meccanica reversibile di ostruzione nasale. Le principali procedure chirurgiche per la rinite cronica sono: la turbinoplastica (riduzione dei turbinati inferiori ipertrofici), la settoplastica (correzione della deviazione del setto nasale), la polipectomia (rimozione di polipi nasali) e, in casi selezionati, la FESS (chirurgia endoscopica dei seni per rinosinusite associata). La rinite cronica di per sé non è un’indicazione chirurgica, a meno che non sia presente una chiara ostruzione anatomica che impedisca il flusso aereo e il drenaggio delle secrezioni. L’ipertrofia dei turbinati inferiori è comune nella rinite allergica e non allergica cronica; se ipertrofia dei turbinati è reversibile con i corticosteroidi, non si opera. Se invece è fibrotica e fissa, e il paziente ha congestione nasale severa nonostante la terapia medica ottimale per almeno 6-12 mesi, si può considerare la turbinoplastica. La turbinoplastica moderna è mini-invasiva: si esegue in endoscopia, con radiofrequenza, laser, microdebrider, o coblation, preservando la mucosa per evitare la rinite atrofica (sindrome del naso vuoto). La settoplastica è indicata per deviazioni setali che ostruiscono in modo significativo una o entrambe le narici, e che sono associate a rinite cronica ricorrente. La polipectomia è indicata per polipi nasali che causano ostruzione e iposmia, spesso in pazienti con rinosinusite cronica eosinofila (NARESMA). Dopo l’intervento chirurgico, la terapia medica deve continuare per prevenire le recidive: corticosteroidi nasali, lavaggi, e dispositivi come CELMAST. CELMAST è specificamente indicato nelle istruzioni per l’uso come trattamento di supporto post-chirurgico in pazienti sottoposti a FESS, per accelerare la guarigione della mucosa, ridurre l’infiammazione e prevenire le sinechie (aderenze). Lo studio di Macchi (2013) su 46 pazienti post-FESS ha mostrato che CELMAST migliora la dispnea, l’aspetto mucosale e la motilità ciliare. La chirurgia non guarisce la rinite allergica o vasomotoria, ma risolve l’ostacolo meccanico. Il paziente deve essere informato realisticamente: l’intervento riduce la congestione, ma non elimina il prurito, gli starnuti o la rinorrea. Per questi sintomi, si continua con i farmaci topici. Le complicanze chirurgiche sono rare (emorragia, sinechie, infezione, perforazione del setto, atrofia della mucosa). La scelta dell’intervento va ponderata con lo specialista ORL dopo un’attuale valutazione endoscopica e TC. In molti casi, prima di operare, si può provare un ciclo prolungato di CELMAST associato a corticosteroidi nasali per almeno 3 mesi; spesso si evita la chirurgia.

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