L’immunoterapia allergica (ITA), comunemente chiamata “vaccino antiallergico”, è l’unico trattamento causale della rinite allergica, in grado di modificare la risposta immunitaria verso l’allergene e di prevenire l’evoluzione verso l’asma e le nuove sensibilizzazioni. Consiste nella somministrazione di dosi gradualmente crescenti di estratti allergenici standardizzati, per via sublinguale (SLIT – Sublingual Immunotherapy) o sottocutanea (SCIT – Subcutaneous Immunotherapy). L’obiettivo è indurre una tolleranza immunologica specifica, con meccanismi che includono: aumento degli anticorpi bloccanti (IgG4), riduzione dei linfociti Th2, aumento dei linfociti T regolatori (Treg) e delle citochine antinfiammatorie (IL-10, TGF-beta), e riduzione della degranulazione dei mastociti e degli eosinofili. L’ITA è indicata per i pazienti con rinite allergica moderata-grave, con sintomi persistenti non controllati dai farmaci di base (corticosteroidi nasali e antistaminici), o che desiderano ridurre l’uso di farmaci o evitare gli effetti collaterali. È particolarmente efficace per allergeni quali pollini di graminacee, betulla, ambrosia, acari della polvere e peli di gatto. La via sublinguale (gocce o compresse) è la più utilizzata per la comodità di somministrazione domiciliare e il profilo di sicurezza (rischio molto basso di reazioni anafilattiche). Le compresse si sciolgono sotto la lingua ogni giorno, per 3 anni consecutivi (nei periodi indicati). La via sottocutanea richiede iniezioni in ambiente medico, con dosi crescenti nella fase di induzione (settimane) e poi dosi di mantenimento ogni 4-6 settimane per 3 anni. L’efficacia dell’ITA è documentata da numerosi studi randomizzati controllati: riduzione dei sintomi e del consumo di farmaci del 40-60%, persistenza del beneficio per anni dopo la sospensione. Nei bambini, l’ITA riduce il rischio di sviluppare asma. Gli effetti collaterali della SLIT sono generalmente lievi e locali (prurito orale, gonfiore delle labbra, sensazione di corpo estraneo in gola), mentre la SCIT può dare reazioni locali (gonfiore, arrossamento) e, raramente (<0,1%), reazioni sistemiche (orticaria, angioedema, anafilassi). Controindicazioni: asma grave non controllato, malattie autoimmuni, immunodeficienze, neoplasie, terapia con beta-bloccanti, gravidanza (non iniziare). CELMAST non è un’immunoterapia, ma può essere utilizzato in associazione durante i primi mesi di trattamento per controllare i sintomi residui e migliorare l’aderenza. Uno studio di Briskey (2023) ha mostrato che la PEA (presente in CELMAST) riduce i livelli di citochine infiammatorie, potenzialmente sinergico con l’ITA. L’immunoterapia allergica richiede un corretto inquadramento allergologico e la prescrizione da parte di uno specialista. È un investimento di tempo e risorse, ma offre benefici duraturi e modifica la storia naturale della malattia allergica.
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